A cura di Dario Preda, founder di CREATHEAD

 

Da alcuni giorni su LINKEDIN ricevo “CONGRATULAZIONI PER IL TUO ANNIVERSARIO”. Pensavo fosse San Dario e invece era il 14° anno dalla nascita di CREATHEAD.

Chi viene con me a qualche presentazione conosce già questa storiella ma sono pochissime persone, per cui ve la racconterò.

Ricordate il film THE SOCIAL NETWORK? È uscito nelle sale a fine novembre nel 2010. Raccontava una versione della nascita di FACEBOOK, in modo abbastanza romanzato e, secondo me, ben riuscito anche come film.

Come molti di voi anch’io sono andato a vederlo. E mi sono incazzato. Quando sono uscito dalla sala, pian piano ho realizzato perché ero così incazzato. Ma proprio tanto! Ero incazzato nero e un po’ lo sono anche adesso.

Vi domanderete perché, anche se chi mi conosce bene sa che non è improbabile che questo avvenga, ma questa è un’altra storia.

Bene: non capivo nemmeno io perché fossi così arrabbiato ma c’era qualcosa in quel film che mi irritava. Poteva essere invidia, sì. Perché lui e non io? Perché non era venuto in mente a me? Ma c’era qualcosa che mi sfuggiva, non sono una persona invidiosa. Competitiva sì, presuntuosa sì, sempre insoddisfatta anche ma non invidiosa del successo altrui. 

Nei giorni seguenti questa sensazione di fastidio è continuata fino alla rivelazione: 

Il 4 Febbraio 2004 Mark Zuckerberg fondava FACEBOOK e, più o meno negli stessi giorni, io e alcuni miei giovani collaboratori fondavamo la community CREATHEAD.

La sensazione di fastidio stava tutta lì: c’eravamo andati molto vicini. Bravi ma…

Vi è mai capitato di essere stati vicini a vincere qualcosa? Un torneo di briscola, un set di tennis, un piccolo budget, una promozione, insomma vincere? Beh ci sono persone che non hanno mai avuto questo privilegio e si sono rassegnate a questo ruolo nella vita. Ricordo, molti anni fa, un amico che faceva il messo comunale al mio paese. In occasione di una finalina in un torneo di pallavolo tra rioni, mi disse: “Sai Dario, è la prima volta nella mia vita che gareggio per vincere qualcosa”. Ovviamente perse. L’abitudine a vincere si alimenta anche sapendo accettare le sconfitte, ma soprattutto conquistando le vittorie.

La sensazione di fastidio pian piano si dissolve in una melassa di auto gratificazione, di giustificazionismo, di ineluttabilità. Il concetto di: “io almeno ci ho provato”. 

Con l’andare degli anni ho fatto mio un concetto che mi ha dato un certo equilibrio: il concetto della fila alla cassa del supermercato. A volte pensiamo di essere stati defraudati o privati di qualcosa o di aver semplicemente avuto sfortuna, come quando si arriva alla cassa del supermercato. Ci guardiamo attorno e cerchiamo con furbizia di individuare la cassa che nessuno degli altri ha visto vuota. In realtà, spesso, quando arriviamo alla cassa e vogliamo concretizzare i nostri sforzi, ci rendiamo conto di essere arrivati al termine di un percorso al quale in molti sono arrivati con noi. La differenza a volte è di pochi minuti, ma la fila si è già allungata e noi siamo in fondo alla coda.

 

Citerò il buon MONTEMAGNO:

“Il pubblico vuole il risultato finale, vuole il titolone, non vuole sporcarsi. Non vuole attraversare il consueto chilometro di merda che separa il tuo sogno dal successo”.

In questi 14 anni, con i miei collaboratori ho attraversato più volte questo chilometro, avanti e indietro, sempre alla ricerca di una nuova idea, sempre curioso, sempre alla ricerca della cassa libera o dell’orario in cui nessuno è al supermercato. Quello che è certo è che non mi sono arricchito con le Vetrine di CREATHEAD o con i contest creativi, ma qualche soddisfazione me la sono tolta, eccome. 

 

A proposito: a quale cassa eravate voi nel Febbraio del 2004 mentre Mark Zuckerberg fondava FACEBOOK e Dario Preda fondava CREATHEAD?

Attendo vostre case history, sarei felice di poterle condividere.

 

Buon 14° compleanno CREATHEAD!