Campioni e brand, una sfida che esce dal campo.

I divorzi non sono mai indolore, soprattutto quando c’è di mezzo un’altra persona o come nel caso di Roger Federer e Nike, un altro brand. Risale a pochi mesi fa la notizia che il re del tennis ha deciso di abbandonare il suo ventennale sponsor per farsi vestire da UNIQLO, marchio di abbigliamento di fascia media giapponese. La notizia tanto inaspettata quanto clamorosa ci fa domandare chi, in questa partita tra brand e campioni, abbia vinto.

La risposta non è univoca.

Roger Federer ha sicuramente vinto. Sebbene, a 37 anni, stia entrando nella parabola finale della sua scintillante carriera, è riuscito a ottenere un contratto da 30 milioni all’anno, per 10 anni, senza il vincolo di dover necessariamente giocare un numero minimo di partite. Tuttavia, per quanto un introito di 300 milioni sia un immenso traguardo, forse la sua immagine non ne esce così vittoriosa. Infatti, il suo marchio ufficiale RF rimane di proprietà di Nike e il tennista ha dovuto o voluto abdicare, almeno in parte, il suo nome in cambio di cifre stellari.

UNIQLO ha sicuramente vinto, ottenendo una brand awareness senza precedenti. Insomma, quanti di voi conoscevano questo marchio prima di oggi? Scommetto ben pochi.

Infatti, malgrado UNIQLO sia una società d’abbigliamento leader di mercato nel paese del sol levante, certamente non ha mai potuto vantare la popolarità di Nike e forse neppure con questo testimonial d’eccezione potrà raggiungerne i risultati del colosso americano, ma è indubbio che il suo logo sul petto di re Roger gli dia una visibilità e una credibilità mai viste prima.

(home page del sito ufficiale di UNIQLO)

Nike, privata di uno dei suoi testimonial più importanti, dei tre contendenti è probabilmente il brand che ne esce peggio.

Malgrado continui a fornire a Federer le scarpe e rimanga in possesso del suo logo brandizzato RF (anche se alcune indiscrezioni affermano che presto cederà i diritti a UNIQLO) da oggi forse verrà vista con più diffidenza dal grande pubblico degli amanti del tennis. Comunque, il colosso di abbigliamento sportivo è destinato a cadere in piedi e certamente non ha problemi a trovare uno sportivo desideroso di indossare il suo logo ben visibile sul petto.

Sarà forse per questo che proprio in questi giorni Nike ha deciso di scegliere come proprio volto il giocatore di football Colin Kaepernick, famoso per essersi inginocchiato durante l’inno nazionale in segno di protesta contro Trump?  Insomma, siamo sicuri che il brand americano non voglia di certo farsi mettere in ombra da un brand d’abbigliamento qualunque e sia pronto a replicare con un bel dritto al rovescio che Roger gli ha tirato. 

Ps, il 4 settembre Federer è stato sconfitto da Millman, numero 55 del ranking, quindi, forse Nike è stata più lungimirante di quello che pensiamo? Noi e tutti gli appassionati di sport staremo a vedere.