Milano da Bere confronto

Milano da Bere non è semplicemente uno slogan e che Milano non si beva più non è il risultato della Coronacrisis e dei conseguenti 567 bar chiusi tra Milano e provincia.

Men che meno è il risultato di dati negativi nel settore food and beverage di grosse aziende come la Campari che chiude il 2020 con un utile lordo di -51,6%.

La Milano da Bere o la “grande mela” italiana non è la Milano da bere dai lontani anni ’80 nonostante conservi in parte il lifestyle dell’aperitivo che di certo non è ancora stato messo a tacere e che non aspetta altro di ritornare in auge con la resilienza della Milano “New Normal” dell’era post Covid 19 che tutti noi aspettiamo con ansia.

Il Brand Milano da Bere diventa un City Brand

Da città operaria e impiegatizia delle grandi fabbriche la Milano anni ’80 si trasforma profondamente diventando la città del terziario, la città della finanza, dell’editoria, della moda, della comunicazione. Come secondo un noto spot pubblicitario, analogamente a quanto avvenuto con la dolce vita per Roma, Milano diventa la Milano da Bere. Il suddetto slogan inquadra appieno l’anima del capoluogo lombardo durante gli anni ’80, un misto tra luoghi comuni e realtà che caratterizzavano quella che gli americani chiamarono Craxi’s Era, gli anni del presidente del consiglio Bettino Craxi, caratterizzati da una società all’avanguardia in continua ascesa dove tutto era possibile. Costellata da yuppies laboriosi e dinamici, devoti alla competizione e alla scalata sociale, Milano da Bere si trasforma in city brand, uno stile di vita che non esprimeva una mera passione per gli eccessi come qualcuno è erroneamente portato a pensare, ma la rinascita dalla pesantezza e dal piombo del ’70 di una classe sociale caratterizzata dal condividere la laboriosità e la speranza in un futuro che avanza, una gioia moderata di gente semplice che si andava a concretizzare nella Milano dell’aperitivo, da bere appunto.

Milano e Agenzia Brand: un matrimonio solido

Agenzia Brand ha scelto Milano come sede e la città, con il suo posizionamento avanguardista, ha costituito il segno distintivo che da oltre 30 anni contraddistingue e caratterizza la vision della nostra agenzia di comunicazione e marketing b2b. Acquisendo il nome BRAND l’agenzia ha fatto una scelta ben precisa, ovvero quella di condividere l’affermazione che ci possano essere grandi differenze tra un’azienda e un’altra, tra un prodotto e un altro a partire dalla sua brand identity. Negli anni della Milano da Bere non si era ancora sedimentato il concetto di marca e il suo valore intrinseco ed anche molto materiale.
La Brand Awareness o notorietà di marca e la Brand Identity o immagine percepita aumentano la loro centralità strategica in base a quanto un’azienda riesca a comunicare se stessa al suo pubblico di riferimento o target. Quest’importante nozione americana di nascita era sconosciuta ai più e l’eco delle crisi del ’68 e degli anni del terrorismo sembravano frenare ancora le aziende dall’innovare, ma non a Milano. Nel capoluogo meneghino ci sono tutti i presupposti per un cambiamento.

La Milano che avanza

Milano è da sempre una città con familiarità nel comunicare il brand di se stessa. Com’era la Milano che avanza dei grandi cantieri a cielo aperto della M3 degli anni ’80 lo era ancora di più una Milano da Bere dello spot dell’Amaro Ramazzotti. Difatti prendendo lo slogan “Milano da Bere” di un celebre pubblicitario degli anni ’80 ci rendiamo conto di quanto la città si sia impossessata di un immaginario che parlava di sé come di una piccola New York, laboriosa e sempre attiva e gioiosa, si concedeva un break come per l’immaginario mutuato dallo spot anni 80 dell’Amaro Ramazzotti. Poco importa se poi questo spot sia stato la fotografia o la caricatura solo di una piccola parte di Milano anche se in ascesa, la città ne aveva fatto la sua bandiera. I cosiddetti anni di plastica che caratterizzano il periodo sono frenetici, frizzanti, non c’è tempo di far ritorno a casa o di passare il tempo di una cena in un ristorante, si inizia a bere e spizzicare al tramonto, concluse le attività lavorative e poi la movida va avanti fino alle prime luci del mattino. Questa è Milano, lo è stata negli anni ’80, nonostante i tempi sian cambiati ha cementato il lifestyle dell’aperitivo nel suo DNA e questo la città vuole tornare ad essere e sicuramente sarà.

La Milano “New Normal”

Milano ha mantenuto anche se mitigato a volte questa sua forza propulsiva e questa sensazione di benessere diffuso che solo gli anni ’80 potevano sottolineare così bene, ma essendo una città resiliente risorgerà dalle ceneri del Covid per avere nuova vita una volta che questa sciagura economico-sociale sarà solo un brutto ricordo o una chiacchiera da bar appunto. La Brand Equity di Milano, e quindi il valore del suo brand, fa bene e aiuta le aziende e le aiuterà ad uscire anche da questa crisi a patto di non ricadere negli errori del passato. Bisogna valorizzare il proprio brand e non farsi accecare dal falso mito della produzione senza freni, un lavoro fine a se stesso con un margine ridotto all’osso. Costruire una forte brand awareness sarà il miglior antidoto per partire con più forza e vigore e lasciarsi questo brutto male alle spalle. Il valore del brand è l’unica nostra salvezza insieme alla creatività e all’innovazione per tornare ad una Milano “New Normal”, non uguale a prima, sarebbe una falsa speranza, ma forte e consapevole della sua forza che le permette di attraversare anche i tempi più bui.